Notizie di cronaca nelle Marche

Avrebbe potuto avere ben più gravi conseguenze l’incidente stradale che ha visto coinvolto un anziano sacerdote di 71 anni nel territorio del comune di Bolognola. L’uomo, che è parroco a Piane di Falerone, stava percorrendo la strada provinciale verso la località Pintura per recarsi in visita ai ragazzi del campo scuola della sua parrocchia quando, per cause in corso di accertamento, il furgone Fiat Ducato sul quale viaggiava si è ribaltato. Sul posto, oltre ai sanitari del 118, i vigili del fuoco del distaccamento di Camerino che hanno estratto l’anziano parroco dalle lamiere dell’abitacolo e messo in sicurezza l’automezzo. Il 71enne, rimasto seriamente ferito, è stato trasportato in eliambulanza all’ospedale di Torrette dove è ricoverato. Fortunatamente non è in pericolo di vita.

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I Carabinieri hanno utilizzato anche un “drone” per verificare i sospetti sul giovane.

Mirati servizi sul territorio hanno permesso ai Carabinieri della Compagnia di Camerino di rinvenire una piantagione di marijuana sul terrazzo dell’abitazione di un 30enne a Pievebovigliana . Monitorando i luoghi adiacenti alla dimora del giovane del luogo, appunto sospettato di coltivare marijuana, al termine degli accertamenti, i militari hanno deciso di intervenire perquisendo l’abitazione. Per avere conferma dell’effettiva presenza delle piante, i Carabinieri avevano utilizzato un drone; le riprese della fotocamera del piccolo elicottero radiocomandato hanno confermato il tutto. Entrati nell’abitazione i militari hanno effettivamente rinvenuto sul terrazzo tre piante di marijuana alte circa un metro in piena fioritura. L’uomo aveva anche elaborato un rudimentale sistema di irrigazione che, attraverso un tubicino proveniente dal bagno della casa, alimentava le piante con acqua e fertilizzante, in maniera da garantire una crescita rapida e costante. Le piante sono state sequestrate e per il giovane è scattata la denuncia in stato di libertà alla competente autorità giudiziaria per coltivazione e detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti.

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Continua nelle Marche la discussione sulla gestione dell’acqua e in particolare sugli Ato. La regione Marche vorrebbe un unico Ato regionale, mentre a livello locale si punta sugli Ato provinciali. Una scelta che è stata confermata a Macerata dai sindaci nella recente assemblea dell'Ato 3, con i singoli comuni chiamati ad esprimersi. Nell'ultima seduta il consiglio comunale di Camerino ha votato un atto di indirizzo politico a favore dell'Ato unico provinciale. Votazione unanime da parte dell'assise comunale, con l'unica eccezione del consigliere Andrea Caprodossi, segretario della locale sezione del partito Democratico.

“Al momento della votazione non ero presente in aula per un'urgenza improvvisa. Questo il motivo per cui non ho votato – le dichiarazione di Caprodossi – Al riguardo, comunque, ho un’altra visione, quella di un unico Ato regionale, secondo quella che è anche la linea del mio partito. Così facendo si vanno a risparmiare diversi denari, che sono quelli relativi ai compensi dei presidenti degli Ato provinciali. Ridurre gli Ato esistenti a un unico ambito che abbracci l'intero territorio regionale comporterà meno costi in bolletta e, quindi, consentirà ai cittadini di risparmiare. Cosa diversa invece è la visione del consorzio che gestisce l’acqua. In questo caso si andrà verso consorzi di ambito provinciale dove, si auspica a breve, tutte le aziende che oggi sono nel settore si consorzieranno, così come è avvenuto per il Cosmari, e gestiranno il servizio idrico. Oggi la nostra provincia è al top per quanto riguarda il trattamento dei rifiuti e siamo invece gli ultimi per quanto riguarda la gestione dell'acqua”.

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Dopo una settimana di gemellaggio nella diocesi di Katowice anche i giovani della diocesi di Camerino-San Severino Marche hanno raggiunto Cracovia, unendosi ai giovani provenienti da ogni parte del mondo, per vivere la XXXI Giornata Mondiale della Gioventù che come tema centrale la Misericordia. Diversi i momenti vissuti e da vivere, dalle catechesi dei vescovi agli eventi del programma ufficiale. Mercoledì 27 prima catechesi con l'arcivescovo Francesco Giovanni, il quale nei giorni successivi ha incontrato giovani di altre diocesi italiane.

Parla di esperienza positiva e molto bella l'arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro che, nelle giornate precedenti, ha tenuto la catechesi, non solo dei giovani della diocesi di Camerino San Severino Marche, ma anche di quelli delle regioni Puglia e Abruzzo. “ I nostri ragazzi sono molto contenti- commenta l’arcivescovo-. Sono giornate molto intense e significative, stiamo pregando insieme a loro e abbiamo in mente i nostri fratelli di fede che sono provati nelle forme più diverse di martirio. Abbiamo incontrato tanti vescovi delle Marche e dell’Umbria e anche il “nostro” vescovo di Cremona e, quello che è fondamentale, i ragazzi si stanno sentendo Chiesa Universale. Debbo dire che c’è stata anche un’accoglienza favolosa- sottolinea Brugnaro-; famiglie che hanno messo a posto le loro case per accogliere bene i ragazzi e farli sentire a casa loro. Loro stessi mi hanno riferito di essere stati trattati con infinite attenzioni e accolti affettuosamente. Ci siamo sentiti a casa e incoraggiati a manifestare la fede, uscire, come ci ha detto Papa Francesco, da quel quietismo che impedisce di testimoniare una fede autentica e sincera. Un invito ad uscire dalla mediocrità, dalle nostre omertà e dalle nostre pochezze. Il Papa ci ha indicato un valore alto: avere grandi sogni, avere il coraggio di comunicare Gesù Cristo che è capace di cambiare e cambia la tua vita: Si può cambiare, si possono cambiare le condizioni di vita”.

 

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A tenere gli incontri con i 45 giovani della diocesi camerte-settempedana si sono poi succeduti mons. Claudio Giuliodori e mons. Renato Boccardo, arcivescovo della diocesi di Spoleto-Norcia. Momenti di preghiera, riflessione, fraternità e festa per vivere i due momenti centrali della GMG: la veglia di sabato 30 e la celebrazione eucaristica conclusiva di domenica 31, entrambe presiedute da papa Francesco.

 

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Seconda edizione di LAB.,il bando che valorizza e promuove i luoghi di accoglienza e aggregazione  

Al via la seconda edizione di “LAB.accoglienza”, l’intervento finalizzato a finanziare progetti destinati ai ragazzi dai 18 ai 35 anni per l’accoglienza e l’aggregazione dei giovani, in scadenza il  19 settembre (bando su www.giovani.marche.it ).Inserito nell’ambito del progetto “I giovani C’ENTRANO - Accordo tra Regione Marche e Dipartimento della Gioventù”, “LAB.accoglienza” ha l’obiettivo di valorizzare e promuovere i luoghi di accoglienza e di incontro del territorio - come i centri di aggregazione giovanile, sale, centri polifunzionali, ostelli della gioventù -anche attraverso la creazione di reti per facilitare la mobilità giovanile. Favorisce la diffusione di iniziative culturali in diversi settori e incentiva la creazione di nuove opportunità civiche ed economiche a favore delle giovani generazioni. Promuove e attiva modalità e strumenti di sostegno all’occupazione, come borse di studio e lavoro, incentivi all’assunzione. I progetti dovranno prevedere, all’interno delle strutture aperte al pubblico, destinate all’accoglienza e all’aggregazione dei giovani, lo svolgimento di attività culturali, la realizzazione di eventi e spettacoli, l’erogazione di servizi aggiuntivi come bar, bookshop, stand di prodotti biologici, artigianali. Per partecipare al bando è obbligatoria la costituzione di un partenariato composto da almeno tre soggetti, di cui uno capofila che sia ente locale o associazione. Sono in corso di predisposizione altri due bandi, sempre finanziati con risorse statali e regionali: “Lettera a: aggregazione” e “aggregAzione”.

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"Orange" è l nome dell'operazione eseguita all'alba dai militari del Nucleo Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Macerata, che ha portato all'arresto di 5 persone in esecuzione di altrettante ordinanze di custodia cautelare. In manette sono finiti Giuseppe Capuano, 42enne originario di Santa Maria Capua Vetere residente a Casette Verdini, e Josè Antonio Suru Marinez, 34enne dominicano residente a Macerata. Sono, invece, sottoposti alla misura degli arresti domiciliari Kamil Micolaj Paziewski, 36anni residente a Tolentino, Riccardo Burgioni, maceratese di 20 anni, e Emanuele De Caro, 21 anni, messinese di origine ma residente a Morrovalle. Secondo gli investigatori i 5 esercitavano attività di spaccio di cocaina e marjuana nell'intero territorio maceratese, ma la banda aveva anche ramificazioni nel Veneto.

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Sono 2mila i nuovi posti di lavoro che potrebbero nascere nelle Marche dall’aumento del prelievo del legname dai boschi che oggi coprono una superficie record di 311mila ettari. È quanto emerge da un’analisi di Coldiretti Marche diffusa in occasione dell’assemblea nazionale di Fedeforeste ad Ancona, con la presenza del presidente nazionale Gabriele Calliari.. Sotto accusa è il mancato riconoscimento culturale, sociale ed economico di chi vive e lavora a difesa del paesaggio e dell’ambiente, nell’interesse dell’intera collettività che ha provocato una inarrestabile avanzata della foresta che, senza alcun controllo, si è impossessata dei terreni incolti con una densità che la rende del tutto impenetrabile, con rischi per l’ambiente, gli incendi e la stabilità idrogeologica. Non a caso nel giro di vent’anni le giornate di lavoro in agricoltura nelle montagne marchigiane si sono più che dimezzate, passando da 1,54 milioni  a 670mila, con un crollo che ha costretto 6670 aziende agricole a chiudere i battenti, togliendo un’opportunità di reddito vitale a dipendenti e familiari che lavoravano all’interno delle imprese nelle aree montane. Nonostante un terzo delle Marche sia oggi ricoperto dai boschi,  si importa dall’estero più dell'80% del legno necessario ad alimentare l’industria del mobile, della carta o del riscaldamento, mentre il potenziale economico delle nostre foreste rimane ancora inespresso, al punto che nel 2015 la produzione di legna è crollata sotto i 90mila metri cubi (dieci anni fa “viaggiava” sui 160mila metri cubi). Eppure i boschi regionali, se valorizzati attivamente con pratiche di gestione sostenibile, possono rappresentare non solo il serbatoio naturale di assorbimento del carbonio, ma anche un fondamentale strumento di investimento nella crescita dell’indotto produttivo ad esso collegato, garantendo così lo sviluppo socio-economico delle aree marginali, rurali e di montagna. Un obiettivo che, secondo la Coldiretti, va raggiunto con l’approvazione del nuovo testo forestale per la semplificazione della gestione attiva dei boschi, dando più valore al ruolo degli imprenditori agricoli per la qualità dell’aria e riconoscimento dei crediti di carbonio, con lo sviluppo della filiera 100% italiana attraverso i Piani di sviluppo rurale e con l’incentivazione dell’utilizzo di legno prodotto in Italia negli appalti pubblici.

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Il Consiglio comunale di San Severino Marche ha definitivamente detto no alla

realizzazione di un allevamento non intensivo di piccoli ruminanti a servizio della società

agricola Rocchetta e di un allevamento non intensivo di caprini a servizio della società

agricola Boscorosso, entrambi da realizzarsi in località Ugliano, su cui in passato l’Assise

settempedana si era già espressa, ponendo precisi limiti in merito alle cubature e ai

materiali da utilizzare, ancor prima della Conferenza dei servizi della Provincia di

Macerata, quest’ultima pronunciatasi di recente.

“Pur se conformi alla normativa vigente – ha spiegato in aula, relazionando sul punto nel

corso della dichiarazione di voto, l’assessore comunale all’Ambiente, Sara Bianchi, che ha

parlato per l’intera maggioranza – le due strutture, per le caratteristiche ambientali e i

vincoli dei luoghi ove andrebbero a sorgere, non potranno essere assolutamente realizzate.

Al massimo l’Amministrazione in questa zona può solo accettare piccoli insediamenti di

una dimensione non superiore ai mille metri quadrati per azienda”. Il Consiglio comunale

aveva già detto no una prima volta al progetto dei due interventi ma poi la Conferenza dei

servizi sembrava aver messo in gioco tutto. Ritenendo però il giudizio di quest’ultima non

vincolante sulle decisioni dell’Assise, lo stesso Consiglio ha così detto no con il voto

unanime dei presenti. “Salvo un cambiamento della giurisprudenza amministrativa –ha

precisato l’assessore Bianchi prima di esprimere il voto contrario di tutta la maggioranza –

non sussiste alcuna aspettativa giuridicamente qualificata ad un esito favorevole delle due

proposte di varianti in questione. Gli investimenti e gli oneri finanziari fin qui sostenuti

dalle ditte procedenti, corrispondono a investimenti affrontati nella chiara consapevolezza

della possibilità di un esito sfavorevole della pratica”.

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Una famiglia pachistana, che vive a Macerata, è rimasta coinvolta in un terribile incidente avvenuto nel bolognese sulla A14 Sud. Ad avere la peggio è stato il figlioletto di un anno e mezzo che viaggiava nell’auto dei genitori, una Alfa 156 vecchio tipo, senza essere seduto sul seggiolino di sicurezza, né indossare cinture. Il piccolo viaggiava insieme ai genitori, una coppia di origine pachistana, e i due fratellini più grandi quando, per cause in corso di accertamento, la vettura ha urtato il new jersey centrale, ribaltandosi poi più volte e arrestando la sua corsa dopo 100 metri.. Sbalzato fuori dall'abitacolo il bambino è stato soccorso dal 118, ed è attualmente ricoverato con prognosi riservata, all’Ospedale Maggiore di Bologna. La madre del piccolo, di 34 anni, ha riportato una grave lesione ad un piede; illesi invece il padre, di 35 anni, il fratello di 3 e la sorella di 6 anni. Dai rilievi della polizia Stradale, è emerso che nell’auto non erano presenti seggiolini di sicurezza per bambini e nessuno degli occupanti indossava le cinture di sicurezza. A dare l’allarme è stato un camionista; accortosi subito dell'incidente, l’uomo ha arrestato il proprio mezzo a protezione dell’auto, per impedire che altri veicoli in arrivo potessero travolgere il bambino finito sulla carreggiata e la vettura. La famiglia stava facendo rientro da Bologna a Macerata

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Anas e la controllata Società Quadrilatero Marche-Umbria hanno aperto oggi al traffico la direttrice Foligno-Civitanova Marche e il tratto umbro della direttrice Perugia-Ancona, alla presenza del Presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Complessivamente sono stati inaugurati 50 km di nuove infrastrutture che, con 18 gallerie e 30 viadotti, superano i dislivelli appenninici e collegano in modo diretto e veloce le due regioni, sostituendo i tracciati esistenti delle strade statali 77 “della Val di Chienti” e 318 “di Valfabbrica”, caratterizzati da percorsi tortuosi, con forti pendenze e in parte interni a centri abitati.

L’investimento complessivo per la realizzazione delle opere ammonta a circa 1,3 miliardi di euro.

 

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All’inaugurazione sono intervenuti, tra gli altri, il Ministro alle Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio; il Presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli; la Presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini; il Presidente dell’Anas, Gianni Vittorio Armani e l’Amministratore Unico della società Quadrilatero Marche-Umbria, Guido Perosino.

 

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“Oggi - ha affermato il Presidente di Anas Gianni Vittorio Armani - consegniamo al territorio umbro-marchigiano due nuove infrastrutture moderne e funzionali, dotate dei più avanzati sistemi tecnologici, per assicurare i massimi standard di sicurezza per la circolazione e un migliore comfort di guida, a servizio delle persone e delle imprese. Come spesso accade quando si realizzano grandi opere - ha aggiunto - l’iter è stato segnato anche da varie difficoltà di carattere sia tecnico che amministrativo, comunque superate in modo rapido e trasparente. Sono state realizzate opere tecnicamente molto complesse, con accorgimenti che hanno garantito il minimo impatto ambientale nel rispetto di un territorio di gran pregio. Le nuove arterie - ha concluso Armani - abbattono in modo significativo i tempi di percorrenza, aprendo scenari di sviluppo completamente nuovi per il Centro Italia, in quanto riducono il gap infrastrutturale consentendo collegamenti rapidi e diretti tra la costa e i centri urbani delle zone interne ma anche tra le infrastrutture della dorsale adriatica e la E45 verso Roma, migliorando anche gli spostamenti tra la due coste e i rispettivi porti”.

Prima di raggiungere la galleria La Palude per la cerimonia di inaugurazione il premier Matteo Renzi aveva  visitato lo stabilimento dell'Arena a Tolentino per la presentazione della nuova linea di costumi che saranno indossati dagli atleti italiani alle prossime olimpiadi di Rio de Janeiro.

 

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Strada statale 77 “della Val di Chienti” (direttrice Foligno-Civitanova Marche)

Il tratto aperto al traffico lungo la direttrice Foligno-Civitanova Marche, in variante alla strada statale 77 “della Val di Chienti”, è lungo complessivamente 35 km e si estende da Foligno (innesto SS3 “Flaminia”) a Muccia (MC), dove si connette al tratto già esistente, completando e rendendo fruibile l’intero itinerario di 95 km fino a Civitanova Marche, dove a sua volta si innesta all’autostrada A14 e alla strada statale 16 “Adriatica”.

L’investimento complessivo per la realizzazione della direttrice ammonta a circa 1,1 miliardi di euro.

La sezione stradale è a due carreggiate separate, con due corsie per ogni senso di marcia da 3,75 metri ognuna, oltre a banchine laterali da 1,75 metri e spartitraffico centrale di almeno 2,5 metri, per una larghezza complessiva della piattaforma stradale di 24,5 metri.

Le connessioni con la viabilità secondaria sono garantite da 5 svincoli: Foligno (Innesto SS3 Flaminia), Colfiorito, Bavareto/Serravalle, Muccia Sud e Muccia Nord.

Il nuovo tratto comprende 13 gallerie per un’estensione complessiva di ben 21 km (pari a oltre il 60% del tracciato aperto). Tutte le gallerie sono realizzate a doppia canna (una per ogni senso di marcia). La galleria più lunga è la galleria “Varano”, di 3,4 km, nel comune di Serravalle. Tra le altre gallerie, le più lunghe si trovano principalmente nel comune di Foligno (3 gallerie su 6 di lunghezza superiore a 2 km). Sono inoltre presenti 9 gallerie artificiali, di cui 3 a canna singola in direzione Foligno, per un totale di 976 metri in carreggiata nord e 1,3 km per le canne della carreggiata sud.

Tutte le gallerie di lunghezza superiore a 1000 metri sono dotate degli impianti tecnologici di standard europeo che comprendono: rilevamento automatico degli incendi, pannelli a messaggio variabile, telecontrollo, colonnine SOS e bypass pressurizzati pedonali e carrabili per consentire l’evacuazione in caso di emergenza. Inoltre le gallerie sono realizzate con pavimentazione in calcestruzzo che consente maggiore durabilità e minori costi di manutenzione, risparmio energetico (minore necessità di illuminazione) e soprattutto resistenza al fuoco in caso di incendio.

Lungo il tratto aperto sono inoltre presenti 13 viadotti, per 2,2 km complessivi. I tratti all’aperto sono realizzati con dune in terra che abbattono l’inquinamento acustico e migliorano l’inserimento ambientale riducendo l’impatto visivo dell’opera.

Il nuovo tratto aperto consente una riduzione dei tempi di percorrenza di circa 40 minuti, passando dagli attuali 60 minuti a circa 20, con un accorciamento del percorso di 10 km e un abbattimento della produzione di anidride carbonica stimato in 20 tonnellate al giorno.

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